IDONEITA’

L’art. 46 della Legge n. 121/1981 indica il personale deputato agli accertamenti di idoneità psico-fisica ed attitudinale: medici e centro psicotecnico specializzato nella selezione del personale appartenente all'Amministrazione della Polizia di Stato.

L'Amministrazione, per particolari esigenze, può avvalersi anche di medici o strutture specializzate di altri Corpi di Polizia o delle FF.AA., nonché della consulenza di professionisti estranei all'Amministrazione.

DURANTE IL SERVIZIO

Il giudizio di idoneità per l'appartenente alla Polizia di Stato o aspirante tale può essere finalizzato all'ammissione ai diversi ruoli, all'assegnazione alle specialità del personale già appartenente alla Polizia di Stato, alla permanenza nel tempo dei requisiti di idoneità. In questo caso l'accertamento di tali requisiti ricorre più frequentemente: al termine di malattia che ha comportato almeno 30 giorni di assenza dal servizio; per sopraggiunta infermità di natura neuropsichiatrica; al termine di infermità-lesione di natura traumatica con particolare riguardo al traumatismo cranico; al termine di una degenza in ospedale civile; su richiesta del dirigente dell'ufficio; su richiesta del dipendente.

Per il giudizio di idoneità ai servizi d'Istituto, il personale della Polizia di Stato deve essere inviato alla competente Commissione Medica Ospedaliera nei seguenti casi: malattie psicotiche anche sospette, malattie convulsionanti anche sospette, traumatismi cranici, uso personale di sostanze stupefacenti o psicotrope, al termine di un periodo di temporanea non idoneità a seguito di riconoscimento di lesione traumatica

Inoltre, il sanitario della Polizia di Stato competente, invierà il dipendente alla C.M.O. per il giudizio di idoneità al servizio d'istituto quando viene richiesto dal capo dell'ufficio di appartenenza in relazione a specifiche circostanze rilevate d'ufficio fornendo elementi anamnestici o comportamenti che facciano ritenere necessaria una visita medica collegiale.

PERSONALE INVALIDO PER SERVIZIO

L'accertamento dell'idoneità del personale delle forze di polizia invalido per servizio può avvenire a domanda dell'interessato o d'ufficio, quando il medico della Polizia di Stato abbia diagnosticato una patologia che possa far sorgere dubbi sulla piena utilizzazione del dipendente.

Questi viene quindi avviato alla competente Commissione Medica Ospedaliera (art.165, D.P.R 29.12.1973, n.1092) che deve fornire un parere motivato qualora ravvisi una parziale idoneità indicando i servizi non compatibili con il tipo di infermità rilevata.

Queste indicazioni devono essere inviate ad apposita Commissione istituita presso ciascun Ministero o Comando che ha il compito di esprimere il parere in ordine al tipo di servizio cui ciascun dipendente può essere utilizzato e fornire un profilo professionale individuando il tipo di reparto e lo specifico impiego ove tale profilo può essere utilizzato. Tale Commissione è composta per la Polizia di Stato, oltre che da rappresentanti dell'Amministrazione dell'Interno, anche da rappresentanti dei sindacati più rappresentativi.

Il personale invalido ha il diritto di ottenere tramite domanda da presentare entro il termine di sei mesi dal riconoscimento della parziale inidoneità - una speciale indennità "una tantum" proporzionale al grado dell'invalidità, il cui importo è pari a quello dell'equo indennizzo maggiorato del 20% oltre ovviamente alla liquidazione dell'equo indennizzo stesso (senza riduzione alcuna in rapporto all'età).

INIDONEITA'

INIDONEITA' FISICA

In materia di mutamento di mansioni per inidoneità fisica la procedura è dettata dall'articolo 21 del Ceni 1995 e scatta dopo il periodo di conservazione del posto (18 mesi, eventualmente prorogabile nei casi di particolare gravita di un periodo analogo). Si applicano due diversi schemi a seconda che il dipendente sia riconosciuto idoneo a proficuo lavoro o inidoneo in via assoluta:

a) nel caso in cui il dipendente sia riconosciuto idoneo a proficuo lavoro, ma non allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale, l'amministrazione, compatibilmente con la sua struttura organizzativa e con le disponibilità organiche, può utilizzarlo in mansioni equivalenti a quelle del profilo rivestito, nell'ambito della stessa qualifica oppure, nel caso in cui ciò non sia possibile e con il consenso dell'interessato, anche in mansioni proprie di profilo professionale ascritto a qualifica inferiore. Dal momento del nuovo inquadramento, il dipendente seguirà la dinamica retributiva della nuova qualifica senza nessun riassorbimento del trattamento in godimento;

b) nel caso in cui non sia possibile procedere in tal senso, oppure nel caso che il dipendente sia dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l'amministrazione può procedere alla risoluzione del rapporto corrispondendo al dipendente l'indennità sostitutiva del preavviso.

ASSOLUTA

II giudizio d’idoneità correlato ad infermità per cui è stata richiesta la dipendenza da causa di servizio deve comprendere tutte le menomazioni di cui il richiedente è portatore, anche quelle non riconosciute dipendenti da causa di servizio. Ne consegue che si può essere dichiarati inidonei - messi pertanto a riposo - senza ottenere il riconoscimento del diritto alla Pensione Privilegiata Ordinaria, perché le infermità-lesioni non sono riconosciute da causa di servizio. Il giudizio di non idoneità può essere d’inidoneità assoluta.

PARZIALE

Il D.P.R. 25.10.1981, n.738 sollecitato dall'art.94 della legge di riforma della Polizia di Stato (1. 121/81), disciplina l'utilizzazione all'interno della stessa amministrazione degli appartenenti alle forze di polizia parzialmente idonei al servizio a causa di menomazioni conseguenti ad infermità-lesioni dipendenti da causa di servizio.

Il dipendente della Polizia di Stato riconosciuto parzialmente idoneo per menomazione dipendente da causa di servizio (questa è la prima condizione necessaria) ha lo stesso status giuridico del restante personale, con in più il titolo preferenziale per il trasferimento a domanda in altra sede, sempre che vengano riconosciute ed accertate opportunità più vantaggiose per cure ed assistenza e che le esigenze di servizio consentano tale provvedimento. Il trasferimento del dipendente è sottoposto al giudizio della stessa commissione che ne ha disposto i termini d’utilizzazione.

Può anche essere indicata altra sede rispetto a quella richiesta, sempre che le esigenze di cura e assistenza possano essere pienamente soddisfatte.

Il giudizio di non idoneità può essere d’inidoneità parziale con riadattamento lavorativo in nuove mansioni compatibili con le condizioni psico-fisiche dell'individuo, di livello equivalente a quello della qualifica d’appartenenza.

PASSAGGIO AD ALTRA AMMINISTRAZIONE

L'istituto del passaggio ad altri ruoli dell'amministrazione della Polizia di Stato o d’altre amministrazioni dello Stato del personale della Polizia di Stato, inidoneo all'espletamento dei servizi di polizia, è diretto unicamente al personale della Polizia di Stato, che risulti comunque non idoneo all'espletamento dei servizi di polizia. Ne possono quindi beneficiare i soggetti parzialmente idonei o totalmente inidonei (D.P.R. 24.4.1982, n.339).

Il beneficio in parola consiste nel passaggio ad altri ruoli della Polizia di Stato o di altre amministrazioni dello Stato, con la stessa qualifica posseduta al momento dell'accertata inidoneità.

Da un punto di vista procedurale, per i soggetti parzialmente idonei per qualunque causa, il passaggio può essere disposto: d'ufficio ma limitatamente agli altri ruoli della Polizia di Stato; a domanda dell'interessato, sempre che l'infermità sia compatibile con ulteriore impiego e sempre che vengano rispettate le esigenze di servizio.

La domanda deve essere presentata entro 60 giorni dalla comunicazione del giudizio di inidoneità.

I soggetti parzialmente idonei per causa di servizio, quindi, possono richiedere sia il passaggio ad altre mansioni sia anche il beneficio del passaggio ad altri ruoli dell'amministrazione della Polizia di Stato o di altre amministrazioni dello Stato, previa domanda da presentare entro 60 giorni dalla notifica dell’inidoneità.

I dipendenti riconosciuti totalmente inidonei (sia per causa di servizio che per qualunque altra causa) per ottenere il passaggio ad altri ruoli dell'amministrazione della Polizia di Stato o di altre amministrazioni dello Stato devono produrre domanda entro 30 giorni dalla notifica del giudizio di assoluta inidoneità.

Anche in questo caso il giudizio di inidoneità deve essere espresso dalla CMO competente che deve altresì fornire indicazioni circa la concreta utilizzazione del personale in specifiche mansioni compatibili con le menomazioni riscontrate.

Per il passaggio in altri ruoli della Polizia di Stato, deve essere sentito anche il parere del consiglio di amministrazione, per il personale direttivo e dirigenziale, nonché le commissioni di cui al D.P.R. 738/81 per le altre qualifiche. Ciò detto, salvo quanto stabilito dal D.M. 24.6.1993, n.321, riguardo il passaggio del personale dei ruoli della Polizia di Stato svolgente funzioni di polizia nei ruoli tecnico-scientifici e tecnici. La norma stabilisce che tale personale debba sostenere una prova teorico-pratica nello specifico settore indicato, che quindi esula da implicazioni valutative di natura medico-legale.

Per il passaggio in ruoli di altre amministrazioni deve essere sentito il parere del consiglio di amministrazione del Ministero ricevente. Il dipendente può presentare richiesta per più Amministrazioni senza limite numerico, con tempi procedurali comprensibilmente lunghi; nel frattempo gode di un'aspettativa speciale con diritto al trattamento economico goduto all'atto del giudizio di non idoneità.

Se l'amministrazione non si pronuncia entro 150 giorni, la domanda s’intende accolta con provvedimento formale di passaggio che assume la veste di decreto del Ministro dell'Interno, per il passaggio ad altri ruoli della Polizia di Stato; decreto Interministeriale (Ministero dell'Interno e Ministero ricevente), per il passaggio nei ruoli di altre amministrazioni dello Stato.

Il personale trasferito, che non può più essere riammesso nei ruoli di provenienza, è inquadrato, anche in soprannumero, nella qualifica corrispondente a quella posseduta, conservando l'anzianità raggiunta e la posizione economica acquisita.

Nel caso in cui il dipendente non sia in alcun modo collocabile, la domanda deve essere rigettata con decreto motivato del Ministero dell'Interno o di quello adito.Il dipendente deve quindi essere dispensato dal servizio e collocato a riposo con diritto al trattamento di quiescenza, se maturato; se la dispensa è stata determinata da causa di servizio (pensione privilegiata ordinaria) non è necessario aver raggiunto il minimo dei versamenti.

ESONERO DAL SERVIZIO

E’ noto che il D.P.R. 25.10.81, n.798 regola l'impiego del personale colpito da invalidità per causa di servizio. Secondo tale decreto le Commissioni Mediche Ospedaliere accertano l'invalidità ed indicano le attività che l'invalido non potrà svolgere in relazione alle menomazioni delle quali è divenuto portatore; successivamente la Direzione centrale del Personale, sentita la Commissione consultiva prevista dall'art.4 del decreto citato, determina con proprio provvedimento i servizi di istituto che il dipendente non può prestare.

Il Capo dell'Ufficio avrà cura di non impiegare il personale invalido in servizi espressamente esclusi. Nel caso di specie si ritiene che possano escludersi incarichi di responsabile di settori operativi, come il reparto volanti o la divisione anticrimine, ed i turni di reperibilità che per loro natura potrebbero comportare un impiego in ore notturne.

Il comma 46 dell'articolo 1 della legge 559 del 28/12/1995, che deve essere esaminato tenendo debitamente conto del dettato del precedente comma 45, vieta alle pubbliche amministrazioni, per il triennio 1996-1998, di "adottare provvedimenti per l'estensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di giudicato, o comunque divenute esecutive, nella materia del pubblico impiego”.