RIPOSO COMPENSATIVO

Le prestazioni orarie effettuate oltre l'orario d'obbligo e non retribuite per incapienza del monte ore assegnato complessivamente all'ufficio o reparto dà diritto a fruire di giornate di riposo compensativo. Per il computo di ciascun giorno di riposo compensativo si fa riferimento all'orario giornaliero d'obbligo (ore 6 e minuti 20).

Il ricorso al riposo compensativo sarà dunque possibile soltanto per le ore di lavoro straordinario prestate, ma non retribuite: è pertanto esclusa l'eventuale possibilità del dipendente di beneficiare del riposo compensativo in alternativa al pagamento dello straordinario.

È inoltre evidente che le ore di straordinario eccedenti il limite e convertibili in riposi compensativi devono essere almeno pari a 6ore e 20 minuti; nel caso di minor numero d’ore o di resti, questi saranno portati in aggiunta all'eventuale avanzo del mese successivo. Il riposo compensativo deve essere fruito entro il mese successivo al mese nel quale le predette prestazioni orarie sono state effettuate. La relativa domanda deve essere presentata dall'interessato, almeno una settimana prima, al dirigente dell'ufficio o reparto il quale provvede alla concessione, salvo esigenze di servizio. 

Per il miglior andamento della gestione dei riposi compensativi, questi dovranno essere calcolati all'inizio d’ogni mese, con riferimento all'avanzo maturato nel mese precedente e sommato agli eventuali resti già accumulati. Non si ritiene pertanto ammissibile la possibilità di chiedere la fruizione dei riposi prima del termine del mese stesso in cui è stato superato il limite.

Viceversa, al fine di evitare l'accumulo di più giorni di riposo compensativo, ma anche di garantire il migliore andamento dei servizi, è necessario che tutti i giorni di riposo maturati in un determinato mese siano fruiti nel mese successivo. Qualora ciò non sia possibile per straordinarie esigenze di servizio, i riposi compensativi potranno essere fruiti entro il trimestre successivo al mese di maturazione.

L'indennità giornaliera di presenza dovrà essere erogata anche nei giorni di c riposo compensativo considerato che essi altro non sono che il recupero di prestazioni lavorative già effettuate.

Il riposo compensativo può essere cumulato, compatibilmente con le esigenze di servizio, con il riposo settimanale, per un massimo complessivo d’ore 72, con il congedo ordinario e con i riposi di cui all'art. l, lettera a) della legge 23/12/1977 n, 937. I riposi compensativi potranno pertanto essere fruiti sino ad un massimo di 3 giorni consecutivi (corrispondenti a 19 ore di straordinario prestato in eccedenza).

Anche in caso di cumulo con il riposo settimanale, l'assenza non potrà superare i tre giorni complessivi (due giorni di riposo compensativo più uno di riposo settimanale). Non vengono posti invece limiti al cumulo dei riposi compensativi (sempre però nel limite massimo di tre giorni) con congedo ordinario e festività soppresse.

La fruizione del riposo compensativo in luogo dello straordinario deve essere effettuata tenendo conto, per. ciascun dipendente, del monte ore medio mensile assegnatogli in relazione al ruolo d’appartenenza o al settore d'impiego ed evitando sperequazioni in presenza di situazioni analoghe, applicando, nella retribuzione dell'eccedenza, un criterio di progressione aritmetica.

Le prestazioni orarie di lavoro straordinario effettuate possono essere commutate in un numero corrispondente di giorni di riposo compensativo e fruiti dal dipendente a sua richiesta compatibilmente con le esigenze di servizio. La richiesta di concessione e l'eventuale diniego vanno formulate per iscritto.

Per il computo di ciascun giorno di riposo compensativo si fa riferimento alla durata effettiva dell'orario di lavoro relativo al giorno in cui si usufruisce del riposo. Compatibilmente con le esigenze di servizio, il riposo compensativo è cumulabile con il riposo settimanale e con il congedo ordinario.

Le prestazioni di lavoro straordinario programmato effettuate e non retribuite per il completo utilizzo del monte ore a disposizione dell'Ufficio, Reparto o Istituto ovvero per il superamento, da parte del dipendente, del limite massimo previsto, sono commutate, d'ufficio in un numero corrispondente di giorni di riposo compensativo.

Le giornate di riposo compensativo di cui sopra debbono inderogabilmente essere fruite a richiesta dell'interessato e tenuto conto delle esigenze di servizio, nei tre mesi successivi a quello nel quale sono state maturate. Per la fruizione del riposo nel terzo mese, le richieste devono essere avanzate entro la fine del secondo mese. La fruizione del riposo compensativo di cui al comma quattro deve essere effettuata evitando sperequazioni in presenza di situazioni analoghe.

A tal fine la retribuzione dello straordinario programmato, qualora venga superato il monte ore assegnato complessivamente a ciascun Ufficio, Reparto o Istituto, deve essere effettuata secondo un criterio di proporzionalità, riducendo tutte le prestazioni di lavoro straordinario programmato della stessa percentuale.

DONATORI DI SANGUE

La giornata di riposo spettante al lavoratore viene computata in 24 ore a partire dal momento in cui il lavoratore si è assentato dal lavoro per l'operazione di prelievo del sangue.La concessione della giornata di riposo va richiesta tempestivamente con apposita domanda nella quale saranno indicati il motivo (donazione di sangue), il giorno del prelievo nonché il titolo (gratuito od oneroso) al quale il salasso verrà effettuato.

Al rientro in ufficio, l'interessato dovrà presentare idonea certificazione che dovrà contenere, fra l'altro, le seguenti indicazioni:

i dati anagrafici del donatore, rilevati da un valido documento di riconoscimento;

la avvenuta donazione (gratuita ovvero onerosa) del sangue nonché il quantitativo prelevato, il giorno e l'ora del prelievo.

Inoltre il certificato predetto deve essere rilasciato su di un modulo intestato al centro presso il quale è avvenuta la donazione e contenente gli estremi dell'autorizzazione per il funzionamento del centro stesso da parte del Ministero della sanità.

Anche per le modalità di concessione è necessario distinguere le assenze connesse ai prelievi gratuiti da quelle connesse a prelievi onerosi.

Gli effetti giuridici ed economici sono diversi in relazione alle due fattispecie possibili:

  1. cessione gratuita (donazione)

Le giornate di riposo, anche perché compensate con la "normale retribuzione", vanno considerate valide a tutti gli effetti giuridici ed economici (ad eccezione che per il periodo di prova).

Le assenze per donazioni gratuite di sangue non rientrano nei 45 gg. di congedo straordinario per gravi motivi: le relative giornate (al massimo quattro nell'anno, essendo possibile effettuare una trasfusione solo dopo che siano trascorsi almeno 90 giorni da quella precedente) si aggiungono all'eventuale periodo di congedo straordinario usufruito (od usufruibile).

  1. cessione onerosa

Le relative giornate di riposo non possono, ovviamente, essere retribuite, per evidente contrasto col dispositivo di legge. Essendo la stessa legge 584/67 (art. l) a qualificare come diritto l’astensione dal lavoro per donazione di sangue a qualsiasi titolo effettuata (e, quindi, anche a quello oneroso), l'interessato gode di tutti gli effetti giuridici normalmente discendenti dal rapporto d'impiego nonostante l'assenza non sia retribuita.